TESTI CRITICI SELEZIONATI

Janus

“La sottigliezza del gioco dei rinvii, dei contrasti, delle sovrapposizioni è assicurata da Giuliana Cunéaz sino ai suoi limiti estremi. Laddove crediamo d’incontrare la natura, troviamo al contrario l’artificio, e laddove avevamo l’illusione di ritrovare l’artificio, possiamo ancora intravedere la natura, il suo fantasma o la sua rappresentazione mitica… L’artista è ancora una volta costretta ad affrontare il dilemma arduo proposto da Schiller: da un lato l’innocenza apparente della natura; dall’altro la complessità artificiale dell’opera d’arte. Ma l’innocenza non può mai davvero essere innocente e ha sempre bisogno di una componente artificiale per diventare poesia e la poesia, nel suo albero immaginario, deve cercare i percorsi più impenetrabili e più difficoltosi per giungere ad un’ispirazione istintiva, non più razionale. L’universo innocente è sempre retto da un meccanismo aggrovigliato e artificiale”.

(da Une foretVideoformesFestival de la Création VidéoClermont-Ferrand, Videoformes editeur)