TESTI CRITICI SELEZIONATI

Maurizio Sciaccaluga

“Violando ripetutamente quel “dominio fisico” che ogni fruitore tenderebbe a conservare in presenza dell’opera, trattando lo schermo del monitor quale specchio d’acqua sui cui riflette e torna l’effige più intima di colui che guarda, Giuliana Cunéaz stabilisce ed impone una “distanza intima” tra la scultura e l’astante, cancellando la piccola sfera protettiva che ognuno mantiene tra sé e gli altri… L’artista trasporta la riflessione poetica circa i segreti e gli stimoli alla vita all’interno di un universo tecnologico non privo di capacità emotiva”.

(da Mito Moto Meta, Galleria Nadia Bassanese, Trieste)