TESTI CRITICI SELEZIONATI

Rosanna Albertini

È senso comune che vediamo soltanto quello che conosciamo già. Giuliana Cunéaz ci invita a prendere la direzione opposta: ci porta, in forma immaginaria, in un universo vivente fuori dal mondo della percezione fisica, un regno di infinite trasformazioni e varietà di forme. L’artista si domanda quale sia il ‘pensiero’ naturale che pare aver disegnato l’architettura interna della conchiglia, della corteccia delle piante, dei minerali: un mondo vivente che non ha bisogno degli umani per esistere. La vita artificiale, nonostante l’armatura di numeri e programmi, è pur sempre umana. È il nostro cervello che si accosta alla qualità mirabile delle opere della natura, cercando di capirle. I paesaggi suggeriti dalle fotografie del microscopio elettronico e dalle nanotecnologie hanno forse prodotto nell’artista la stessa sorpresa degli artisti del Quattrocento di fronte ai disegni anatomici. Vediamo la sua immaginazione al lavoro e insieme lei entriamo nelle onde del terreno, come fossimo particelle di polvere, invisibili.

(da Giuliana Cunéaz: Remaking the Natural Magic, in THE KITE, albertini2014.wordpress.com)