PROGETTI

I Cercatori di Luce (Progetto)

2019

I Cercatori di Luce è una videoinstallazione su tre schermi che prevede la partecipazione della grande attrice spagnola Angela Molina. Si tratta di un lavoro di carattere immersivo realizzato con l’utilizzo delle tecnologie più sofisticate e specifici riferimenti che spaziano dalla performance al cinema; dalla danza al teatro. Nell’ambito di un’opera di grande suggestione, le figure reali si muovono in un ambiente 3D completamente ricreato. Il paesaggio nanomolecolare, di sofisticata bellezza, diventa lo scenario nell’ambito del quale attori, ballerini e performer compiono azioni tese a modificare il contesto. Le regole del visibile vengono sottoposte a nuove verifiche e la videoinstallazione (ne esiste anche una versione filmica) rappresenta lo strumento per interrogarsi sul nostro stare al mondo di fronte ad un sistema dove la sostenibilità ambientale è stata messa in grave pericolo. Si crea un grande affresco sul potere rigenerativo della natura attraverso il lento percorso che conduce dalle tenebre alla luce. I Cercatori di Luce, portatore di un messaggio di carattere sociale ed ecologico, rappresenta una ricerca all’avanguardia nella sperimentazione tecnica dove tutte le energie sono concentrate sulla ricerca della luce, intesa come materia connaturata alla terra feconda e “mente del mondo”. L’opera ha lo scopo evidenziare l’unione primigenia tra l’io e la natura: la luce si espande e diventa luogo di condivisione e di conoscenza: “Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri”, ha affermato Arthur Schopenhauer. Evidentemente, tutto ciò richiede un grande sforzo collettivo e i cercatori di luce hanno il compito di scoprire ciò che si nasconde dietro la superficie del mondo visibile rendendolo accessibile nella prospettiva di un futuro migliore. E’ lo scambio di energia ad essere evidenziato partendo dalla premessa indispensabile che la terra è un corpo vivente, una risorsa insostituibile che va preservata e rispettata. Attraverso gesti semplici e primordiali, i ricercatori si relazionano con materiale luminoso quale metafora di conoscenza e di benessere; nello stesso tempo restituiscono alla terra il suo nutrimento. Come sostenevano i popoli antichi, le profondità della terra sono paragonabili a un grande ventre materno da cui scaturisce la vita. Nella mitologia, la luce assume, spesso, un significato cosmogonico, che si esprime chiaramente in opposizione alle tenebre. Nei miti vedici l’apparizione di Ushas, l’aurora, allude all’origine stessa del cosmo che emerge dall’oscurità. In questo caso, poi, il legame con la natura come fonte di bellezza, emerge anche dalla realizzazione di una serie di abiti dove gli elementi etnici convivono con riferimenti linguistici all’universo delle nanotecnologie. Nell’ambito della videoinstallazione, sono presenti due grandi macchine-scultura che sostengono il lavoro dell’uomo. Da un lato una forma che richiama il mulino e dall’altra una Grande Stella che ricorda un’ipotetica macchina rotante che, a contatto con l’aria e la terra, è in grado di trasformare l’energia. Quest’ultima immagine ha come riferimento mitologico Nut, la dolce dea egiziana del cielo notturno che veniva raffigurata mentre partoriva le stelle. L’altro elemento che anima il paesaggio è un mulino che, pur mantenendo la sua funzione, estrae corpi di luce. Ad attendere le nuove forme, una moltitudine di bambini con cui costruire la coscienza etica di un Nuovo Mondo. Insieme ad Angela Molina, partecipano Aida Accolla, ex prima ballerina della Scala, Giulia Staccioli, coreografa e regista, fondatrice dell’Accademia Kataklò e Aurora Talarico, la giovane modella scoperta da Valentino. Non manca nemmeno la partecipazione dello storico e critico d’arte Bruno Corà e degli attori Mohamed Ba, Barbara Caviglia, Paola Corti, Andrea Damarco, Valeriano Gialli, Stefania Tagliaferri. Ci sono, poi, ballerini, performer e bambini da 2 a 11 anni di differente età ed etnia.  Le musiche originali della videoinstallazione sono prodotte da Paolo Tofani, celebre chitarrista e compositore che ha fatto parte degli Area (International POPular Group), tra i più sperimentali gruppi internazionali degli anni settanta.

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