TESTI CRITICI SELEZIONATI

Alberto Fiz

“Giuliana Cunéaz recupera il corpo vivente proiettando l’uno verso l’altro il polo della razionalità e dell’emotività; della fisicità e della trascendenza. L’artista agisce sul piano percettivo riappropriandosi della sfera organica secondo una scelta che nasce da una presa di coscienza estetica e morale… Si tratta di un’operazione dove l’arte s’insinua nel territorio dell’inesplorato, cogliendo la vita nella sua componente originaria secondo un desiderio utopico di verità assoluta… Tutto il lavoro di Giuliana Cunéaz è un tentativo di recuperare lo stato di coscienza/incoscienza secondo una continua relazione tra Ghenos e Thanatos, tra origine e morte… L’artista indaga il processo creativo identificando l’individuo come moltitudine di pensiero…Prende spunto dal caos della mente e lavora sul piano percettivo e psicologico associando elementi scientifici, matematici e artistici in un’unitarietà d’intenti che rimanda ai principi leonardeschi”.

(da Il cervello nella vasca, Galleria B&D, Milano)