TESTI CRITICI SELEZIONATI

Giovanni Iovane

Nel video, e nel progetto, l’artista usa immagini e forme tratte dal mondo delle nanotecnologie.

Il paesaggio molecolare, tradotto e rielaborato in immagini in 3D, trasforma lo spazio pittorico in spazio fenomenologico. L’ipotesi formulata da Giuliana Cunéaz non è quella di un mero mondo virtuale quanto quella di un più realistico mondo possibile.

In un certo senso, assistiamo ad una sostituzione dell’ infra-mince teorizzato e solo segnalato da Marcel Duchamp durante gli anni 30 (in anticipo di decenni sui “frattali” di Benoit Mandelbrot) con un “ultra profondo” rivelato, ma non completamente archiviato, dalla tecnologia.

L’aver ben presente e soprattutto l’aver sapientemente combinato prerogative dell’arte e fini tecnologici rendono assolutamente originale il lavoro di Giuliana Cunéaz.

(da Giuliana Cunéaz, Silvana Editoriale, Milano)