TESTI CRITICI SELEZIONATI

Luigi Meneghelli

“La sperimentazione di Giuliana Cunéaz si azzarda, attraverso immagini video e fotografie, fino a cogliere quegli stati estremi di coscienza in cui l’individuo vive una diversa realtà, che non è altro che il nucleo di quella realtà attenuata, spenta, sezionata in cui siamo soliti chiudere la nostra tenue esperienza. L’artista entra, perciò, in contatto con tutte quelle discipline (ipnosi, sciamanesimo, medianità ecc.) che inducono fenomeni di trance, di deliquio, di sogno. Ma non indugia sugli aspetti più scenografici delle varie cerimonie, bensì preferisce indagare le sottili mutazioni espressive e le insondabili tensioni emotive che si manifestano nei soggetti in uno “stato alterato”. Detto in altre parole, a lei interessa proprio sorprendere la dimensione di trance, di transito, di trapasso, quando cioè l’individuo è fuori di sé, senza sapere dov’è. E allora adopera la videocamera, per “documentare” lo sconfinamento che si apre verso “i possibili”, secondo una modalità quasi partecipativa, o, meglio, con un occhio viaggiante, dove ogni nesso discorsivo si slabbra e si sovrappone, dove ogni forma si trasforma e si moltiplica. Anche se, poi, come confessa la stessa artista, “la coscienza non torna a raccontarci quasi nulla”.

(da Details, Galleria La Giarina, Verona)