TESTI CRITICI SELEZIONATI

Marco Meneguzzo

Nell’opera di Giuliana Cunéaz l’interpretazione del visibile e dell’invisibile (o forse sarebbe meglio dire del “reso visibile” se si pensa appunto alle nanostrutture) spalanca una serie di visioni vertiginose e perciò “riconoscibili” dalla nostra mente dove la memoria si è sedimentata. Ciò che rende davvero spiazzante questa visione è l’ibridazione tra la tecnologia e la materia tangibile. Si crea, dunque, uno scarto immaginativo che prelude alla costruzione di mondi popolati da oggetti e forme parzialmente riconoscibili il cui uso è in parte ignoto.

(da Nature multiple. Le metamorfosi di Giuliana Cunéaz, Silvana Editoriale, Milano)