PROGETTI

Turbe Celesti

Ho seguito nel tempo quel sottile filo rosso che unisce gli antichi riti sciamanici, i culti di Dioniso, il vudu, i sabba medioevali, sino ai rave metropolitani.

Ho inseguito quei gruppi di giovani “nuovi visionari”, filmati e fotografati durante le grandi adunate di ebbrezza collettiva dei rave party.

Questo percorso, iniziato nell’atmosfera di un caos ricostruito tecnologicamente e ordinato ritmicamente attraverso l’uso di colori sgargianti e di suoni ossessivi, si addentra nella dimensione immaginaria della trance. Le figure sembrano precipitate nell’interiorità dei suoni, come ectoplasmi che si contorcono nella danza. Il rapporto tra gli individui è “cavo” e tattile, come definito da Michel Maffesoli, e non implica necessariamente  la presenza dell’altro. Ho cercato, così, di cogliere l’uscita dal mondo cosciente e il successivo transito verso le infinite dimensioni interiori.

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